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Le ville di Casal di Principe

Qui abitava Scarface

Walter Schiavone, boss della cosca dei casalesi aveva chiesto al suo architetto di costruirgli la villa identica a quella del gangster cubano di Miami, Tony Montana in Scarface. Il film l’aveva colpito sin nel profondo al punto tale da identificarsi nel personaggio interpretato da Al Pacino. La villa è stata abbandonata dopo l’arresto avvenuto nel 1996 proprio in queste stanze ma per circa sei anni nessuno ne ha mai realmente preso possesso. Walter ordinò di sottrarre il possibile. Se la villa non poteva più essere a sua disposizione non doveva più esistere. O sua o di nessuno. Diede ordine di disseminare la casa di copertoni e gli fece dare fuoco. L’unica cosa inalterata della casa, Una vasca principesca costruita nel salone. con un volto di leone dorato da cui un ugello ruggiva l’acqua. Una traccia della sua potenza di costruttore e di camorrista. Le cose però forse stanno mutando rotta. L’Agenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza sul territorio, AGRORINASCE che riunisce i comuni di Casapesenna, Casal di Principe, San Cipriano D’Aversa e Villa Literno, ha avuto assegnata la villa di Walterino ed ha nell’immediato affidato alla facoltà di Architettura dell’Università di Aversa il progetto di recupero della villa destinata a diventare sede del ‘Centro Sportivo riabilitativo e per disabili’. Così come la villa del camorrista Egidio Coppola non lontana da qui, diventerà un ‘Centro di pronta e temporanea accoglienza per i minori in affido, e sarà dedicato al prete anticamorra Don Peppino Diana. Walterino è indicato da alcuni pentiti come una delle menti economiche del clan più argute, capace di articolare nel ciclo del cemento tutto il proprio potenziale economico.La famiglia Schiavone, è una delle più ricche e potenti d’Europa. Dal 1995 ad oggi ammonta ad oltre duecento miliardi il patrimono sequestrato a prestanomi o direttamente agli Schiavone.L’intera confederazione delle famiglie del casertano riesce a gestire secondo le documentazioni annuali prodotte dall’Antimafia, capitali per oltre 30 miliardi di euro. L’imprenditoria non è il valore aggiunto del crimine, ma il crimine è diventato il valore aggiunto dell’imprenditoria, questo è il vettore interpretativo con cui bisognerebbe affrontare il fenomeno del potere camorristico. Il camorrista è un imprenditore che utilizza il potere militare e criminale per accrescere l’azienda.
Roberto Saviano