Mario Spada ama la sua città, popolata di personaggi incredibili e di situazioni complesse. Ed ama fotografarla. Lo fa attraverso una personale capacità di penetrare questi mondi, di raccontare con le immagini molte vite possibili, quelle felici e quelle difficili. Ma sempre con occhio garbato e divertito, partecipe e fraterno. Risultato sono delle fotografie forti, acute e mai banali.

Monia Donati

Mario Spada è nato a Napoli nel 1971, dove vive e lavora.
Nel 1986 inizia l’attività di fotografo come assistente ai matrimoni e nel 1993 si avvicina al reportage, lavorando presso l’archivio fotografico-storico Parisio di Napoli.

Selezionato nel 1998 per il corso biennale di fotografia all’Istituto R. Bauer di Milano, frequenta uno stage di formazione presso il fotografo Antonio Biasucci e l’agenzia Contrasto.

Dopo una serie di studi e seminari, intraprende un lavoro sulla microcriminalità della città partenopea, indagando soprattutto il centro storico ed i quartieri spagnoli. Partecipa a varie mostre collettive: a Napoli, a Milano ed in particolare a New York, al John Jay college of criminal justice, durante la conferenza internazionale sulle bande giovanili criminali.

 

Nel 1999 e nel 2001 è premiato al festival di Savignano per la manifestazione Portfolio in piazza, grazie ad un lavoro sui giovani partenopei legati alla microcriminalità, prima, e un reportage sull’allenamento dei pitbull da combattimento a Napoli, poi.

 

Nel 2001, inizia la collaborazione con l’agenzia Contrasto e vince ex aequo il premio Canon giovani fotografi, nella sezione miglior portfolio. Il lavoro premiato si chiama “Mastiffs”, ovvero uno dei gruppi ultras del Napoli, ripreso alla vigilia di una partita. Al concorso viene segnalato “per la capacità di essersi inserito in un contesto particolarmente difficile e diffidente. Per aver costruito un racconto giornalistico pregnante”. Il servizio viene proiettato al festival del fotogiornalismo di Perpignan, Visa pour L’Image 2002.

 

Nel 2003, Mario Spada entra a far parte di Eye, formato da 14 fotografi autori dell’agenzia Contrasto. Con il gruppo lavora per il progetto sui giovani in Europa: “Eurogeneration”, poi diventato libro e mostra itinerante (Palazzo reale, Milano; Museo di Roma in Trastevere, Roma; Palazzo della Provincia, Arezzo; Pinacoteca provinciale, Potenza).

 

Nel 2004 i suoi scatti in bianco e nero su Napoli sono stati esibiti in una mostra personale a New York, “Oxymora”, presso la Fondazione casa italiana Zerilli- Marimò. Nello stesso anno lascia l’agenzia Contrasto e inizia a lavorare come fotografo indipendente.

 

Nel 2006, insieme ad altri quattro colleghi, Emiliano Mancuso, Massimo Berruti, Riccardo Scibetta e Giancarlo Ceraudo, pubblica un libro sull’Italia contemporanea, dal titolo “Made In Italy”, in occasione del centenario della Cgil.  Sempre nel 2006, all’interno dell’antico lanificio della città partenopea, fonda il LA.NA., laboratorio napoletano e associazione culturale, che nella città si afferma velocemente come primo spazio indipendente di produzione e dimostrazione.

Fanno parte delle prime mostre fotografiche curate: “Made in Italy”, il lavoro derivato dall’omonima pubblicazione, che poi verrà esposto anche a Roma e Livorno e “Tracce di Gomorra”, una mostra sociale, per presentare il libro di Roberto Saviano, che ha raccolto gli scatti di cronaca sulla camorra, realizzati negli ultimi due anni da molti fotografi napoletani. Ma anche “Pornoland”, Burma Tales” e “My  Exodus”.

 

Dopo un’esperienza biennale come docente presso lo studio LA.NA., nel 2007 partecipa alle riprese del film “Gomorra”, come fotografo di scena e consulente per Scampia. La pellicola, tratta dal libro di Roberto Saviano, con la regia di Matteo Garrone, dopo aver vinto il Grand Prix di Cannes, è stata scelta per rappresentare l'Italia nella corsa agli Oscar di Los Angeles, nella categoria "miglior film straniero".